L’Armaforte anticipa il “Dantedì”

“L’amor che move il sole e l’altre stelle”

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 17 gennaio, ha approvato la direttiva che istituisce la celebrazione, a 700 anni dalla scomparsa, del Sommo Poeta, individuando nel 25 Marzo la giornata nazionale del “Dantedì”.
In tale data, che non è casuale  ma una delle  probabili in cui Dante, simbolo dell’umanità intera, inizia il suo viaggio nel mondo ultraterreno, attraverso i tre regni Inferno, Purgatorio e Paradiso per arrivare alla visione di Dio e ritrovare la via della ragione,  il Consiglio dei Ministri indice la celebrazione non soltanto presso  le scuole ma coinvolgendo diverse aziende tra cui la Rai e Poste Italiane, nonché una mostra al Quirinale.
L’Istituto Armaforte, consapevole dell’importanza di mantenere sempre più viva la cultura letteraria e della necessità di infondere negli alunni l’amore per il proprio patrimonio letterario, su iniziativa della Prof.ssa Daniela Balsano, ha rivolto l’invito, immediatamente accolto, al Prof. Giuseppe Lo Manto, ideatore e direttore a partire dal 1997 della settimana degli studi danteschi.
Tale magnifica iniziativa, ormai nota in tutta la penisola, nata dapprima come corso di aggiornamento per docenti e ormai giunta alla XXI edizione, realizzata con il patrocinio del MIUR ed in collaborazione con l’Università degli studi di Palermo, rappresenta un importante momento sociale e culturale durante il quale studenti provenienti da tutta la Sicilia si confrontano con linguisti, filologi, critici letterari, storici, filosofi, teologi e scienziati di fama mondiale.
Gli alunni delle classi seconde della Secondaria di primo grado, il 3 febbraio, nei locali dall’Aula Magna, per due ore hanno ascoltato, curiosi e attenti, un’analisi della Divina Commedia e di alcuni aspetti a loro poco noti, condotta in maniera sistematica.
Con una lezione non cattedratica ma interattiva e con un dialogo pungente il Prof. Lo Manto li ha condotti a ragionare su Dante, sulla sua importanza, sulla sua capacità di andare oltre le righe, in un momento storico, sociale e culturale difficile, di riuscire a rendere un uomo “Principe e Papa di se stesso”, sulla struttura fisica e geografica dei tre regni, sulla differenza tra “peccato” e “vizio”, sulla funzione allegorico-didascalica, su svariate figure retoriche, ascoltando attento e talvolta stupito gli interventi puntuali di alunni che sono riusciti a dare chiavi di lettura personalizzate e motivate del più grande poema della Letteratura medievale.
La lezione si è conclusa equiparando il messaggio di Dante all’umanità, a quello leopardiano della “Ginestra” e con un invito  agli uomini, infinitamente piccoli dinanzi ad un universo infinito, a ricercare la pace e la fratellanza ed a mantenere dritta la testa proprio come fa la ginestra nel momento in cui l’eruzione del Vesuvio sta per travolgerla  e nonostante ciò continua a profumare.

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