PLAUTO IN DaD

L’emergenza sanitaria in corso non ha fermato le attività scolastiche tantomeno quelle relative al progetto Biblioteca.
Venerdì 8 Maggio, nell’ambito delle iniziative del Maggio dei libri, gli studenti delle classi prime dell’Istituto hanno incontrato in videoconferenza la scrittrice Annamaria Piccione, autrice del libro “Plauto raccontato ai ragazzi”.
Mediante la lettura di questo libro, gli alunni, in classe, hanno familiarizzato con uno dei più importanti commediografi dell’antichità latina e hanno avuto modo di conoscere, seppur con leggerezza, alcuni dei tratti distintivi della commedia plautina.
Durante l’incontro con la scrittrice, grande è stata l’emozione e la partecipazione mostrata da tutti i giovani lettori dell’Armaforte, che si sono lasciati coinvolgere con entusiasmo dal dialogo appassionato e colto che essi hanno ricambiato con le loro interessanti domande, le loro piccole e semplici curiosità, con la realizzazione di un originale manufatto creato dalla fantasia di un’alunna di IB, dagli interessanti rimaneggiamenti in dialetto siciliano della commedia Menecmi fatti da alcuni alunni della ID, che l’autrice ha gradito molto.
Siamo convinti che le iniziative della biblioteca scolastica stimolino il desiderio di leggere e che arrivino dritto al cuore degli alunni.

Gagliano Valeria
Gualdasaio Nicoletta

 

“PLAUTO  raccontato ai ragazzi” -A. Piccione-
Classe 1D
Qui di seguito uno stralcio del lavoro di trascrizione in dialetto siciliano della commedia MENECMI di Plauto, eseguito dagli alunni Chiara Virga, Gabriele Rasa, Giorgia Argano, Maria Francesca Rasa e Maura Bentivegna.
“Nella bella Siracusa viveva un ricco mercante con due figli gemelli, Soside e Menecmo, così uguali che neppure la madre e la balia sapevano distinguerli . Il padre partì per un viaggio d’affari a Taranto, portando con sé il piccolo Menecmo…”
“‘Ni la bedda Saraùsa ci stava un riccu mircanti c’avìa du figghi gemelli, Soside e l’avutru Menecmo, accussì spiccicati ca mancu so matri e la nurizza li sapìanu arricanùsciri. U patri partìu pi un viaggiu r’affari a Tarantu, purtànnusi ‘nzèmmula u piccirìddu Menecmo…”

Menecmi di Victoria Saka 1B

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