Lezione di storia all’Armaforte: il valore della Memoria nella testimonianza di Sami Modiano

Nelle Linee Guida Nazionali “Per una didattica della Shoah a scuola” del 30/11/17 si legge: “Insegnare la Shoah può rappresentare una straordinaria occasione pedagogica, anche in relazione al nostro presente. Addentrarsi con lucidità nella complessità di questi eventi è un’operazione significativa in riferimento al presente, nel tentativo di sviluppare gli anticorpi necessari per riconoscere e combattere le nuove manifestazioni di discriminazione, sopraffazione, razzismo e risorgente antisemitismo, come sappiamo – purtroppo – ancora oggi in agguato; per capire come l’intolleranza verso qualcuno sia sempre sintomo di un’intolleranza e di una violenza più generalizzata.”

L’I.C.S. Armaforte, in accordo con le linee guida del MIUR e consapevole del valore pedagogico e morale dello studio della Shoah, ha organizzato molte giornate di studio e di incontri sull’argomento coinvolgendo gli alunni di tutte le classi dell’istituto con attività adatte a ciascuna fascia di età.

Secondo l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme “Nella tradizione ebraica l’ordine di ricordare è categorico. Questo dovere, però, non si esaurisce con l’atto cognitivo del ricordare, ma deve essere connesso sia al suo significato, sia all’azione che esso implica. Oggi noi che abbiamo il ricordo inciso nei nostri cuori e nella nostra carne, dobbiamo passare la fiaccola della memoria alla prossima generazione. Vi tramandiamo anche la lezione fondamentale dell’ebraismo, quella per cui l’esercizio della memoria deve andare di pari passo con fini etici e morali. Questo deve essere il fondamento e il fulcro delle vostre energie per poter creare un mondo migliore.” (Yad Vashem)

Per questa ragione il giorno 10 febbraio gli alunni delle quinte della Scuola Primaria, prime e terze della Secondaria hanno assistito, in classe, alla testimonianza in diretta tv di Sami Modiano, uno dei 25 bambini ebrei italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati nei campi di concentramento e sopravvissuto su 776. La diretta è stata seguita in Aula magna dagli studenti delle classi seconde della Secondaria di I grado.

Come tanti superstiti, la paura di non essere creduto e il ricordo delle atrocità vissute non gli hanno permesso per molti anni di raccontare ciò che aveva subito.

Solo dal 2005 si dedica a far conoscere la sua esperienza ai ragazzi nelle scuole secondarie di I e II grado, nella speranza di dar voce a chi non è sopravvissuto e nel cui nome testimonia invitandoci a meditare su quanto è accaduto, affinché eventi simili non si ripetano mai più.

 

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